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L'ambulatorio di Montecitorio ospita solo medici ed infermieri obiettori di coscienza. La dem Villecco Calipari: "Com'è possibile che non ci abbia pensato nessuno?"

Una tesi che però lascia increduli gli stessi compagni di partito di Fontanelli: "Non è possibile che tutti i medici dell'ambulatorio della Camera siano obiettori - commenta basita la piddì Rosa Villecco Calipari - Lascia perplessi il fatto che nessuno abbia pensato di prevedere nel bando la presenza di un medico non obiettore".
All'ambulatorio della Camera non è possibile, a quanto pare, farsi prescrivere la pillola del giorno dopo: è quanto emerge da un'inchiesta pubblicata dal Venerdì di Repubblica, secondo cui la struttura sanitaria a cui si appoggia Montecitorio ospita solo medici ed infermieri obiettori.Due deputate trovatesi nella necessità di assumere la pillola sarebbero infatti state invitate a rivolgersi a una struttura esterna, uno studio privato con cui la Camera è convenzionata da anni e che ospita una ginecologa che non è obiettrice. Naturalmente sperando che sia in servizio nelle 72 ore successive al rapporto, termine dopo il quale la pillola perde di efficacia.Attualmente l'appalto per i servizi medici della Camera, che vale 500mila euro all'anno, è detenuto dal Policlinico Gemelli, sede della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore."Ci aspettavano la partecipazione di più soggetti, invece è arrivata solo l?offerta del Policlinico Gemelli. Il problema è reale - spiega il democratico Paolo Fontanelli, questore della Camera - Per il momento ci stiamo rivolgendo ad ambulatori già convenzionati, ma spetta al Gemelli garantire il servizio: tocca a loro, se hanno solo personale obiettore, trovare un medico che non lo sia"La colpa insomma non è di Montecitorio, sembra la tesi di Fontanelli. Una tesi che però lascia increduli gli stessi compagni di partito di Fontanelli: "Non è possibile che tutti i medici dell'ambulatorio della Camera siano obiettori - commenta basita la piddì Rosa Villecco Calipari - Lascia perplessi il fatto che nessuno abbia pensato di prevedere nel bando la presenza di un medico non obiettore"
Il Giornale
25/10
2 Punti
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Un deputato dell'Assemblea Nazionale sanzionato dalla presidenza della camera transalpina per avere usato la declinazione maschile. E arriva "l'apprezzamento" di Montecitorio...

"La misura disciplinare è stata possibile perché il 'rispetto di genere' è citato e tutelato nel regolamento dell?Assemblea nazionale francese", scrive la Boldrini.
Mentre al Senato impazza la discussione (e volano i libri) sul Jobs Act, la Presidente della Camera Laura Boldrini trova il tempo di mettersi al computer ed esprimere apprezzamento, tramite il proprio profilo Facebook, alla Presidente dell'Assemblea Nazionale francese, Sandrine Mazetier, per un motivo che farà discutere.Lunedì sera il numero uno della camera bassa transalpina ha infatti sanzionato con una multa di 1378 euro un deputato che si ostinava a chiamarla "il presidente" invece di "la presidente", come imporrebbero i dettami del politically correct. "La misura disciplinare è stata possibile perché il 'rispetto di genere' è citato e tutelato nel regolamento dell?Assemblea nazionale francese", scrive la Boldrini. "Lo metto in evidenza perché da noi l?uso scorretto del linguaggio, quello che declina solo al maschile alcuni ruoli di responsabilità rivestiti da donne, - prosegue il presidente della Camera - è questione liquidata generalmente come una perdita di tempo, un?impuntatura tardo-femminista, talvolta da deridere." Il messaggio si conclude poi con un richiamo all'Accademia della Crusca al rispetto del genere di appartenenza nella denominazione delle professioni. "La Francia ci conferma, se ce ne fosse bisogno, che il tema è serio, e che il rispetto di noi donne passa anche attraverso le parole giuste", conclude piccata la Boldrini.Tra i "fan" della terza carica dello Stato, però, non molti sembrano essere d'accordo con il Presidente della Camera: nei commenti fioccano i "vai a lavorare" e le domande retoriche di chi si chiede se siano questi i veri problemi del Paese.C'è da dire, tuttavia, che la Boldrini si è sempre mostrata molto determinata nel portare avanti le battaglie per l'uguaglianza di genere, sostanziale, formale o grammaticale che fosse: arriverà presto una multa per gli "indisciplinati" anche nei regolamenti di Montecitorio?Laura Boldrini
Il Giornale
09/10
4 Punti

Camera, tetto di 240 mila euro per i dipendenti:la presidenza dà il via libera -Le retribuzioni

Martedì 30 Settembre 2014Via libera dell'Ufficio di presidenza della Camera alla riforma del sistema retributivo del personale in servizio a Montecitorio. Il piano, che introduce il tetto massimo a 240mila euro e sottotetti retributivi per tutte le categorie è stato approvato con 13 sì, 5 astenuti (3 M5S, 1Lega e 1 SC) e 2 non partecipanti al voto (1 Fi e 1 Fdi). .

Martedì 30 Settembre 2014

Via libera dell'Ufficio di presidenza della Camera alla riforma del sistema retributivo del personale in servizio a Montecitorio. Il piano, che introduce il tetto massimo a 240mila euro e sottotetti retributivi per tutte le categorie è stato approvato con 13 sì, 5 astenuti (3 M5S, 1Lega e 1 SC) e 2 non partecipanti al voto (1 Fi e 1 Fdi). 

Leggo
30/09
4 Punti
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