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Galan decade da deputato. Ala e Fi votano contro

La decadenza di Galan, cui subentra nel seggio a Montecitorio Dino Secco, e' stata approvata con 388 voti a favore, 40 contrari (Fi, Cor e Ala) e sette astensioni. L'Aula della Camera ha approvato la relazione della Giunta delle elezioni di Montecitorio che ne decideva la decadenza dal seggio di Montecitorio sulla base della legge Severino.

Giancarlo Galan non e' piu' deputato. L'Aula della Camera ha approvato la relazione della Giunta delle elezioni di Montecitorio che ne decideva la decadenza dal seggio di Montecitorio sulla base della legge Severino. La decadenza di Galan, cui subentra nel seggio a Montecitorio Dino Secco, e' stata approvata con 388 voti a favore, 40 contrari (Fi, Cor e Ala) e sette astensioni.

Affaritaliani
28/04
6 Punti
1

Il deputato è stato condannato in via definitiva per il processo Mose

L’aula della Camera ha approvato la decadenza del deputato Giancarlo Galan, condannato in via definitiva nell’ambito del processo Mose. I voti a favore sono stati 388, i voti contrari 40.L’Aula della Camera ha approvato la relazione della Giunta delle elezioni di Montecitorio che si era espressa a favore della decadenza di Galan da deputato sulla base della legge Severino.
L’aula della Camera ha approvato la decadenza del deputato Giancarlo Galan, condannato in via definitiva nell’ambito del processo Mose. I voti a favore sono stati 388, i voti contrari 40.L’Aula della Camera ha approvato la relazione della Giunta delle elezioni di Montecitorio che si era espressa a favore della decadenza di Galan da deputato sulla base della legge Severino. Hanno votato tutti a favore tranne Forza Italia. Alla Camera - ha annunciato il presidente di turno Luigi Di Maio - subentra come deputato Dino Secco e da oggi, ha spiegato ancora Di Maio, decorre il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuale ricorsi.
Il Giornale
28/04
8 Punti

Riforme: a Camera superato quorum 1/5 firme per referendum

Alle 13 il proponente il referendum Danilo Toninelli (M5S) e i tre delegati, Invernizzi (Lega), Quaranta (Sel) e Occhiuto (FI) si dovrebbero recare in Cassazione per depositarle. Raggiunto e superato a Montecitorio, anche se il dato e' ancora ufficioso, il quorum delle firme necessarie per proporre la richiesta di referendum popolare sulle riforme costituzionali.Ad ora le firme, sempre secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, hanno raggiunto quota 160.

Raggiunto e superato a Montecitorio, anche se il dato e' ancora ufficioso, il quorum delle firme necessarie per proporre la richiesta di referendum popolare sulle riforme costituzionali.

Ad ora le firme, sempre secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, hanno raggiunto quota 160. Ne servivano 126, un quinto dei componenti di una Camera, come prevede la Costituione. Alle 13 il proponente il referendum Danilo Toninelli (M5S) e i tre delegati, Invernizzi (Lega), Quaranta (Sel) e Occhiuto (FI) si dovrebbero recare in Cassazione per depositarle.

Affaritaliani
19/04
15 Punti

Addio Casaleggio, le lacrime di Di Battista

Le lacrime di Alessandro Di Battista sono l’introduzione a questa terribile giornata: piange senza controllo e abbracciato a una collega sale al primo piano di Montecitorio. Arrivano con lo sguardo perduto Vito Crimi, Rocco Casalino, Vincenzo Santangelo, Stefano Vignaroli, Virginia Raggi, candidata a sindaco di Roma. Lì è appena cominciata una riunione dei gruppi a cinque stelle di Camera e Senato.

Le lacrime di Alessandro Di Battista sono l’introduzione a questa terribile giornata: piange senza controllo e abbracciato a una collega sale al primo piano di Montecitorio. Lì è appena cominciata una riunione dei gruppi a cinque stelle di Camera e Senato. Arrivano con lo sguardo perduto Vito Crimi, Rocco Casalino, Vincenzo Santangelo, Stefano Vignaroli, Virginia Raggi, candidata a sindaco di Roma. C’è anche Luigi Di Maio che ha saputo la notizia mentre teneva un convegno alla sala Moro, è sbiancato ed è andato subito via.  

Per ora non parla nessuno: «Scusate ma non è il momento».  

La Stampa
12/04
14 Punti

La Boldrini salva i barbieri della Camera: promossi assistenti parlamentari

I tre barbieri in esubero da domani diventeranno «assistenti parlamentari». Come scrive il quotidiano "Il giornale", la trattativa è finita a tarallucci e vino, con una delibera del massimo organo interno di Montecitorio che tiene aperto l' indispensabile servizio di barberia per gli onorevoli (esteso per pari opportunità, su indicazione della Boldrini, anche alle deputate come servizio di parrucchiere), con la differenza che i barbieri in servizio non saranno più sette, ma quattro.

Negli ultimi anni il Reparto Barberia della camera ha ridotto gli introiti, 90mila euro circa a fronte di un costo di 500mila euro per il bilancio di Montecitorio, ovvero 400mila euro in perdita. Si calcola che taglino i capelli non più di 23 volte alla settimana, in tutto. Una soluzione andava trovata. Come scrive il quotidiano "Il giornale", la trattativa è finita a tarallucci e vino, con una delibera del massimo organo interno di Montecitorio che tiene aperto l' indispensabile servizio di barberia per gli onorevoli (esteso per pari opportunità, su indicazione della Boldrini, anche alle deputate come servizio di parrucchiere), con la differenza che i barbieri in servizio non saranno più sette, ma quattro. E gli altri tre? Qui sta il colpo di genio. I tre barbieri in esubero da domani diventeranno «assistenti parlamentari». In altre parole verranno promossi, perché l' inquadramento dei barbieri alla Camera è quello di «operatore tecnico», livello più basso rispetto all'«assistente parlamentare», a cui si accede per concorso come per le altre qualifiche. Lo stipendio? Più o meno lo stesso, intorno ai 140mila euro l'anno.

Libero Quotidiano
01/04
6 Punti

Tutto cambi perchè nulla cambi. Aumentano gli stipendi ma solo in Parlamento

Gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato potrebbero aumentare presto. Una bozza di deliberazione, scrive il tempo, preparata dalla maggioranza a Montecitorio prevede, infatti, di riportare le indennità di funzione (una parte del compenso di assistenti, consiglieri e tecnici che lavorano in Parlamento) ai valori previsti al 31 dicembre 2012, che erano più del doppio rispetto a quelli degli ultimi anni.

Gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato potrebbero aumentare presto. Una bozza di deliberazione, scrive il tempo, preparata dalla maggioranza a Montecitorio prevede, infatti, di riportare le indennità di funzione (una parte del compenso di assistenti, consiglieri e tecnici che lavorano in Parlamento) ai valori previsti al 31 dicembre 2012, che erano più del doppio rispetto a quelli degli ultimi anni.

Affaritaliani
31/03
2 Punti
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Maxi sanzione a Montecitorio. 42 deputati M5S sono stati sospesi per 5 giorni dai lavori della Camera. Lo ha deciso l?ufficio di presidenza della Camera

42 deputati M5S sono stati sospesi per 5 giorni dai lavori della Camera. Secondo quanto viene riferito i 5 giorni di sospensione sono scaglionati in tre gruppi: il primo gruppo già da domani, gli altri due scaglioni il 7 aprile e il 18 aprile.Nella riunione di questa sera, durata oltre due ore, sono stati ascoltati 14 deputati M5S e, secondo quanto si apprende, tutti hanno rivendicato la loro azione di protesta.
Da FacebookMaxi sanzione a Montecitorio. 42 deputati M5S sono stati sospesi per 5 giorni dai lavori della Camera. Lo ha deciso l’ufficio di presidenza di Montecitorio. I 5 Stelle hanno ricevuto questa sanzione perchè responsabili del blocco dei lavori delle Commissione Finanze lo scorso 2 marzo, blocco di protesta contro il decreto Mutui. Secondo quanto viene riferito i 5 giorni di sospensione sono scaglionati in tre gruppi: il primo gruppo già da domani, gli altri due scaglioni il 7 aprile e il 18 aprile.Nella riunione di questa sera, durata oltre due ore, sono stati ascoltati 14 deputati M5S e, secondo quanto si apprende, tutti hanno rivendicato la loro azione di protesta. Alla fine le sanzioni sono state votate da tutti, eccetto 4 astensioni dei 5 Stelle e del leghista Caparini.
Il Giornale
31/03
11 Punti

Elezioni il 5 giugno. Alfano spegne le polemiche: "Il ponte del 2 giugno? Cose da ricchi"

Le polemiche sul ponte del 2 giugno non hanno fondamento, ha aggiunto: "E' un argomento per ricchi, un ponte di 5 notti fuori non e' un ponte ma una vera e propria vacanza. Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. "Aspetto il rientro di Renzi dalla missione negli Stati uniti per valutare la data" delle prossime elezioni amministrative.

"Aspetto il rientro di Renzi dalla missione negli Stati uniti per valutare la data" delle prossime elezioni amministrative. "Proporro' quella del 5 giugno". Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. Le polemiche sul ponte del 2 giugno non hanno fondamento, ha aggiunto: "E' un argomento per ricchi, un ponte di 5 notti fuori non e' un ponte ma una vera e propria vacanza. Stiamo comunque valutando tutte le ipotesi.

Affaritaliani
30/03
1 Punti
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