{country_name} ↓ TRANS_MENU
Scegli la tua posizione:
La mia coperturaLa mia coperturaLa mia copertura

Cosa sta succedendo adesso?

Accedere Accedi con Facebook
Nome utente o parola d'ordine errata!

Sciopero della fame a Montecitorio per i diritti dei sordi

Mercoledì 12 Novembre 2014ROMA - Il presidente dell'Ente Nazionale Sordi, Giuseppe Petrucci, ha cominciato martedì mattina in Piazza Montecitorio lo sciopero della fame per il riconoscimento in Italia della Lingua Italiana dei Segni (Lis) e dei diritti delle persone sorde e sordo cieche. La vita delle persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva più o meno grave, spiega l'Ens in una nota, fa i conti ogni giorno con le invisibili barriere della comunicazione e della relazione.

Mercoledì 12 Novembre 2014

ROMA - Il presidente dell'Ente Nazionale Sordi, Giuseppe Petrucci, ha cominciato martedì mattina in Piazza Montecitorio lo sciopero della fame per il riconoscimento in Italia della Lingua Italiana dei Segni (Lis) e dei diritti delle persone sorde e sordo cieche.  "BARRIERE". La vita delle persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva più o meno grave, spiega l'Ens in una nota, fa i conti ogni giorno con le invisibili barriere della comunicazione e della relazione. «In Italia, infatti - affermano - ancora oggi l'unico sostegno proviene solo dalle famiglie e dalle associazioni e questo, allo stato dei fatti, rende l'Italia un fanalino di coda in Europa».  Per uscire dal «vergognoso stallo» in cui il nostro Paese versa da molti anni, l'Ens un anno fa ha presentato una proposta di legge per la rimozione delle barriere della comunicazione, per il riconoscimento della Lis, della LIS tattile e per la promozione dell'inclusione sociale delle persone sorde e sordo-cieche. La Lis oggi è riconosciuta in tutta Europa tranne Italia, Malta e Lussemburgo, denuncia l'Ente sordi, che vuole lanciare un segnale alla classe politica: è necessario abbattere le barriere rendendo operativo uno strumento legislativo di cui l'Italia si è dotata più di cinque anni fa, ratificando nel marzo 2009 la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. «Ora è necessario dare concretezza a tutto ciò e con lo sciopero della fame di oggi desidero farmi promotore di tutto il nostro mondo, servono risposte immediate» conclude Petrucci.

Leggo
12/11
1 Punti
1

Nei nuovi edifici obbligo canaline per reti internet

Via alle reti internet ultraveloci: scatterà da metà 2015 l’obbligo di prevedere canaline per i cavi della banda ultra-larga nei nuovi condomini e negli edifici di nuova costruzione. Sono state inserite durante l’esame in commissione a Montecitorio le disposizioni finalizzate all’adozione di uno schema di regolamento-tipo per semplificare e uniformare norme e adempimenti per la costruzione dei manufatti. Il seguito nell'inserto in edicola sabato prossimo. Sfoglia l'inserto.

Mercoledì 5 Novembre 2014

Burocrazia zero su ristrutturazioni, cavi banda larga e antenne 

C’è anche la norma per il regolamento edilizio unico nel testo del decreto Sblocca Italia approvato alla Camera: il provvedimento è attualmente al Senato e dovrà essere convertito in legge entro martedì 11 novembre. Sono state inserite durante l’esame in commissione a Montecitorio le disposizioni finalizzate all’adozione di uno schema di regolamento-tipo per semplificare e uniformare norme e adempimenti per la costruzione dei manufatti. Via alle reti internet ultraveloci: scatterà da metà 2015 l’obbligo di prevedere canaline per i cavi della banda ultra-larga nei nuovi condomini e negli edifici di nuova costruzione. C’è lo sconto fiscale del 50 per cento in favore di chi investe nelle “aree bianche” per la banda larga, anche in città dove un’infrastruttura è già presente. E alcuni lavori appaltati potranno partire anche se sull’esito della procedura pubblica pende un ricorso al Tar da parte dei concorrenti. Non si bloccano le opere urgenti, per stato di emergenza. Procedure semplificate. Il seguito nell'inserto in edicola sabato prossimo. 

Sfoglia l'inserto

Leggo
09/11
0 Punti
1

Nel "bilancio previsionale 2014" spunta un "fondo rischi": forse serve a mantenere in piedi la struttura in caso di nuovi abbandoni da parte di parlamentari dissidenti?

Da mettere in conto, ci sono sessantotto dipendenti, una penale da un milione "imposta dal regolamento della Camera" e un milione e mezzo che andrà a costituire un "fondo rischi" di cui, spiega Ansa, non sarebbero state ancora precisate le finalità.Questo "cuscinetto" è stato creato sulla base dei 2,44 milioni che avanzano nel bilancio, 690mila euro da quello del 2014 e 1,75 milioni da quello del 2013.
Tempo di bilanci, per il Movimento 5 Stelle: il gruppo stellato alla Camera ha presentato il "bilancio previsionale 2014", contenuto in un documento riservato illustrato agli onorevoli grillini lo scorso 22 ottobre.Bene, di questo documento è entrata in possesso l'Ansa, che nella tarda serata di ieri ha diffuso tutti i dati e i numeri dei conti stellati a Montecitorio. Si tratta di un bilancio di poco superiore a cinque milioni, con un avanzo positivo di circa settecentomila euro. I ricavi provengono dal "contributo unico onnicomprensivo" di 5,2 milioni che la Camera assegna a tutti i gruppi in modo proporzionale alla loro composizine. Da mettere in conto, ci sono sessantotto dipendenti, una penale da un milione "imposta dal regolamento della Camera" e un milione e mezzo che andrà a costituire un "fondo rischi" di cui, spiega Ansa, non sarebbero state ancora precisate le finalità.Questo "cuscinetto" è stato creato sulla base dei 2,44 milioni che avanzano nel bilancio, 690mila euro da quello del 2014 e 1,75 milioni da quello del 2013. Oltre al "fondo rischi" specifico di 1,5 milioni esisterebbe poi anche un "fondo rischi generico" di 100mila euro: in cosa consistano questi supposti rischi nessuno ancora lo sa, ma fonti d'agenzia rivelano che alcuni dissidenti grillini avrebbero ipotizzato che si tratti di una "riserva" da impiegare per il mantenimento della struttura nell'eventualità di nuovi abbandoni o espulsioni dal gruppo stellato a Montecitorio, con conseguente calo del contributo della Camera.Proseguendo nella lettura del bilancio, si scopre che tra i "centri di costo" indicati le voci più consistenti sono quelle per la retribuzione dei dipendenti dell'ufficio legislativo (1,71 milioni) e dell'ufficio comunicazione (1,23 milioni). Cifre definite "soprendenti" dalla stessa Ansa, per la sproporzione tra i due dati: all'ufficio legislativo lavorano infatti 41 persone, all'ufficio comunicazione appena 18.Vi sono poi le spese dovute agli acquisti di beni (8mila euro), agli acquisti di servizi (31mila) e alle consulenze (110mila). Infine, il denaro speso per gli stipendi dei dipendenti dell'amministrazione, pari a 160mila euro; e quello speso per la segreteria generale (230mila).
Il Giornale
31/10
8 Punti
Annuncio
Annuncio
Annuncio